Espressività, materia, audacia del colore

Marcella Donati, nata a Cecina (LI), da oltre un anno residente a Dicomano ha realizzato il suo atelier in un antico mulino situato nella Frazione Carbonile, recuperandone la memoria e valorizzandone la struttura destinandolo al contempo ai residenti della Valdisieve. L’artista che ha vissuto molti anni a Firenze, ha elaborato una tecnica mista che mescola resine, tessuti, legno e pigmenti. La sua ricerca dell’espressività della materia e del colore ha il fine di valorizzare l’esistenza come scommessa vitale, partendo dalla necessità di approfondire la nozione di trascendenza senza rinunciare al legame tra entrambi gli stadi. Vuole inoltre riaccendere l’audacia del colore in un contesto plastico dominato da una passionale serenità. Sfiora la fisicità della materia e la forza dell’astratto, inteso come punto di connessione interiore con la sua anima.

E’ una creatrice plastica e intensa, che si addentra nella formulazione della trascendenza partendo dalla sua scommessa sulla materia, ovvero su ciò che è concreto nonostante sia astratto; su ciò che fa parte di un tutto circoscritto, ma allo stesso tempo libero, perché l’espressività dei materiali, disposti come esplosioni energetiche, le permette di avanzare verso il centro dell’equidistanza dell’enigmaticità concepita come parte di una dinamica progressiva, che si basa sulla volontà stessa della plasticità.

Parte dall’astrazione per inserirsi in un discorso profondo; imbastisce desideri e aneliti sottili e suggestivi riassunti nell’ellissi del paradigmatico.

La materia è il cammino spirituale e lo spirito è nella materia.

Per questo non c’è contraddizione: ciò che è immanente è concreto e ciò che è concreto è spirito, siamo parti di un tutto che, nell’essenza della sua formulazione, si manifesta dualistico.

Laureata in Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze, i suoi quadri degli anni ’70, realizzati in olio su tela, mostrano la forza della figura umana nuda.

Artista multidisciplinare e interdisciplinare, evolve, si avvicina ad altre discipline, realizzando installazioni in plexiglas e cartapesta, sculture e pitture caratterizzate dalla testurizzazione e dal rilievo, incorporando nel suo discorso armonico e sensibile i cromatismi dell’oro e dell’argento. Da diversi anni lavora con le resine come elementi materici di grande espressività; ricerca la voluttuosità del colore e la forza dell’espressione del tratto, concedendosi una dinamica densa ma al contempo passionale, che traspare da un discorso tecnicamente molto sofisticato, in cui l’importante è fissare il concetto plastico.

E tutto ciò è possibile grazie all’uso delle atmosfere testurizzate, che creano trasparenze, luci e colori, ricercando il potere evocativo della magia, all’interno di un ambito spirituale in cui spiccano il mondo interiore e la predisposizione a captare le energie vibrazionali di una grande personalità in un contesto ricco di sfumature plastiche.

Artista internazionale, prolifica, curiosa ed estremamente creativa, ha esposto le sue opere in diversi paesi del mondo. Sperimentatrice nata, punta sul potenziamento multidisciplinare, lavorando anche con la ceramica raku all’interno della dinamica dei quattro elementi, in linea con l’equilibrio del pianeta terra. E’ una singolare poetessa del visivo, che utilizza la pittura come parola plastica, senza rinunciare all’evidenza, ma esprimendo l’aldilà del mistero, ovvero la parte magica dell’esistenza che ci collega con le diverse dimensioni.

Joan Lluis Montané

della AICA

(Associazione Internazionale Critici d’Arte)